Porta del Medioevo

Saranno i narratori che troveranno il modo di conciliare sogni, arte e produttività.

Esiste un angolo della Valdelsa, nello specifico Monteriggioni e il suo territorio, dove questi principi sono stati messi in pratica con perseveranza e successo; dove il brand individuato è la propria specificità e la propria storia; dove si raccontano storie che emozionano le persone e che pertanto raggiungono volentieri questo territorio e i monumenti del capoluogo.

Una realtà, nel suo complesso, uniformata e diversificata al tempo stesso dalla matrice del Medio Evo e da investimenti svolti di conseguenza, nonché dall’esistenza nella popolazione di un sano senso di appartenenza e di identità, fondato proprio sulla Storia.

Porta del Medio Evo


Monteriggioni, splendido castello immortalato da Dante Alighieri, ha riscritto le regole del turismo divenendo attrattiva perché non solo si regalano sogni ed emozioni alle persone ma anche perché vengono inserite ed abituate a passare il tempo più lentamente, godere del suo patrimonio monumentale e paesaggistico ben curato e gestito ottimamente.

E’ un distretto culturale, altamente vocato alla conservazione e valorizzazione del patrimonio, a produzione di cultura materiale e immateriale.
Porta del Medio Evo”, articola le proprie attività su tre poli che permettono di vivere e comprendere un territorio di qualità:

il Castello, la Via Francigena, Abbadia a Isola.


il Castello, la Via Francigena, Abbadia a Isola. Queste realtà sono oggetto di continua attenzione da parte dell’Amministrazione Comunale: sono un vero e proprio circuito monumentale, paesaggistico, culturale.

La costruzione del castello di Monteriggioni, voluta da Siena in opposizione a Firenze nel 1213, si protrasse tra il 1214 e il 1219. Le sue mura circolari, circondate da carbonaie e fossi, erano turrite in continuità e le due porte dotate di saracinesche azionate da carrucole.

Le mura hanno subito un importante intervento a cavallo fra gli anni ‘20 e ‘30 del XX secolo con la ricostruzione delle torri andate perdute nei secoli precedenti.

L’abbazia di Isola fu fondata nel 1001 dai signori di Staggia.


Il complesso venne costruito in un'area impaludata posta all'incrocio dei quattro comitati di Firenze, Fiesole, Siena e Volterra in un tratto importante della via Francigena, alla confluenza di collegamenti secondari per Firenze e Volterra.

L'abbazia fu concepita come strumento di consolidamento patrimoniale della famiglia fondatrice. Tra XI e XIV secolo conobbe grande espansione, con l'acquisizione di terre e castelli, rafforzando la funzione di controllo sul territorio. Venne inserito dai senesi nel sistema di castelli posti ai confini del contado perciò venne fortificato nel 1376.

La Via Francigena è protagonista da alcuni anni di un forte rilancio, degno dell’importanza storica e culturale rivestita per secoli. Grande Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa dal 2004, l’odierno percorso riprende in buona parte quello tramandato da Sigerico alla fine del X secolo, dove per il territorio di Monteriggioni è indicata la submansio di Borgonuovo, poi Abbadia Isola.

Investimenti


L’Amministrazione Comunale, coadiuvata dalla società AD 1213, svolge grandi investimenti umani, economici e di politica urbanistica, per “decoro” e fruibilità, per l’esperienza che può vivere il pubblico, con grande attenzione alle famiglie e al turismo religioso. Sono stati notevoli e ancora continuano gli investimenti per rendere Monteriggioni una delle “capitali” della via Francigena: sede dell’Associazione Toscana delle Vie Francigene, organizza anche il Forum dei Comuni Via Francigena.

Il Castello è metà costantemente di turisti che si immergono in questo scenario mozzafiato e in cui respirano i secoli passati con l’eredità che hanno lasciato: torri, palazzi, edifici, muri, forma delle strade e delle piazze. Abbadia Isola, complesso monumentale di straordinaria portata, è stato restaurato e sta diventando un importante centro culturale e di aggregazione, fungendo da ostello di lusso per i pellegrini in transito sulla Via Francigena e ospitando iniziative di qualità destinate a far incontrare le persone, le famiglie, con esponenti del mondo culturale che con loro interagiscono e si confrontano come per la recente fiera del libro per ragazzi che ha avuto non solo gran successo ma ha portato anche oltre 200 studenti delle scuole del territorio a lavorare per mesi su alcuni libri scelti; dunque un luogo di valori, di esperienze, di socializzazione. Monumenti e territorio vengono poi narrati e fatti apprezzare, emozionalmente, attraverso un continuo fil rouge di iniziative che prevedono di immergersi nella loro storia sotto varie forme. Questo avviene a vari stadi, con sistematicità, tramite appuntamenti fissi ma anche con iniziative a livello europeo che favoriscono la conoscenza e l’approfondimento culturale.
La “Passeggiata nella storia” è organizzata con cadenze regolari lungo la Via Francigena in compagnia di personaggi in abito medievale con tappa finale a Monteriggioni dove continuano l’immersione nel Medio Evo guidati dai membri dell’Associazione culturale L’Agresto da sempre orgogliosi promotori delle proprie origini. Ma al tempo stesso si organizzano continui eventi per mettere in contatto le realtà monumentali e storiche con le persone: dallo Slow Travel Fest (rispettando il tema scelto dall'ONU per il 2017: "Anno Internazionale del Turismo Sostenibile") alla Festa Medievale tra le più antiche in Italia e quella che gode di maggior reputazione per il lavoro unito di Comune, mondo accademico, popolazione.

Ospitare eventi


La vocazione di Monteriggioni è dunque quella di ospitare eventi che rinforzino sempre di più il ruolo di volano culturale per la storia e le tradizioni che sia l'operato dell'Amministrazione Comunale sia la vocazione stessa del centro monumentale accreditano nel panorama nazionale degli eventi per il pubblico e per l'educazione delle generazioni.

In tale direzione, vanno le iniziative legate alla via Francigena ed i suoi aspetti fideistico-culturali, il paesaggio dei castelli diffusi, la valorizzazione del complesso monumentale di Abbadia Isola e soprattutto Monteriggioni stesso con la grande kermesse della festa medievale: momento intermedio e fondamentale nel rafforzamento dell'identitario culturale di Monteriggioni e della sua comunità attivissima sulla scia della memoria. Monteriggioni, infatti, come distretto culturale favorisce lo scambio, la comunicazione, la socializzazione e la condivisione degli “immaginari”, dello “storico” e del “tradizionale”. Partendo da questo presupposto, il concetto del distretto culturale stimola la specializzazione dell’offerta del territorio nella produzione di cultura come prodotto materiale e immateriale dell’area stessa (dunque, cultura intensa in senso ampio: dai contenuti, al cibo di qualità, dai beni ambientali alle architetture ecc). In definitiva, parlare di distretto culturale, come lo si fa per Monteriggioni, significa anche rafforzare la centralità e la costruzione di una reputazione; infatti le politiche di distretto possono rivelarsi molto più importanti rispetto al loro impatto economico immediato: una risorsa strategica capace di sostenere un marketing territoriale efficace in una competizione viva tra i centri di produzione e consumo culturale italiani ed europei.

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